A contatto con le emozioni

di Sandra Pentenero

La necessità di individuarsi fra bisogni autentici e illusori

Editore: Psiche (12 dicembre 2012)
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Questo libro è stato scritto per  stimolare nei lettori un dibattito e una conoscenza di sé che, come ci dice Jung nella <Funzione trascendente>, è l’essenza della psicologia.

I nostri comportamenti, l’immagine che noi abbiamo di noi stessi sono spesso contraddetti dagli altri o dagli eventi esterni. Solo la riflessione su noi stessi ci arricchisce e ci rafforza, chiedendoci di apprendere metodiche che ci portino più in profondità in modo da iniziare un processo di acquisizione di una conoscenza di sé che non si sviluppi solo sul piano razionale.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di una comprensione di quanto sentiamo in noi, vivendo in un mondo con ritmi sempre più veloci di sviluppo, con scenari troppo nuovi cui non ci siamo ancora adattati. A volte ci troviamo ad arrancare, confusi fra tensioni e contraddizioni interiori, senza intravvedere una luce in fondo.

Abbiamo bisogno di prenderci cura di noi e di sapere come muoverci fra i nostri opposti estremismi. Abbiamo bisogno di spiritualità, intendendo quel sentimento sociale che ha accomunato laici, atei e credenti e che può essere un nuovo vento foriero di unità e solidarietà per coltivare relazioni umane più ricche.

La prerogativa di ascolto e osservazione proposta nel testo e nei gruppi di “Presenza”, promossi dall’autrice, ruota attorno allo sviluppo dell’attenzione e dell’osservazione, intesi come strumenti di conoscenza cari alla psicologia quanto alla pratica meditativa, per poter riconoscere l’importanza del presente, inteso come l’unico momento in cui tutto avviene.

L’ancoraggio nel presente può insegnarci a essere in contatto e a individuare e focalizzare le emozioni, superando quello stato di “analfabetismo emotivo” che sempre più caratterizza la nostra epoca e di cui molto ci parla lo psicanalista filosofo Umberto Galimberti.

Non possiamo reagire a stati d’animo che non conosciamo né comprendiamo e quindi torno al titolo e alla necessità di conoscersi per poter operare un cambiamento soddisfacente. Ma siccome la vita è fatta di cambiamenti e continui aggiustamenti, adattamenti, rinnovamenti, parleremo di un processo lento e continuo di crescita del soggetto umano che si manifesta con lo sviluppo di una personalità gradualmente più matura.

Abbiamo così intrapreso quel “processo di individuazione” caro a Jung e alla psicanalisi e che Silvia Montefoschi ci illustra mettendo a fuoco i passaggi compiuti dall’individuo per recuperare la propria soggettività. Da “oggetto passivo” a ”soggetto passivo”, fino a “soggetto attivo” l’individuo cresce attraverso il passaggio da oggetto delle proprie emozioni a soggetto che vede e conosce ma ancora non ha trovato la via, fino al momento in cui la conoscenza stessa lo porterà a percorrere quelle vie e fare quelle scelte che lo porteranno fuori dalle secche della vita.